Del progressivo impoverimento della comunicazione verbale si parla da tempo: usiamo un numero limitato di parole nonostante l’abbondanza di termini a disposizione, preferiamo le costruzioni sintattiche basiche, non osiamo le sfumature, trascuriamo la precisione.
Per non dire della povertà dei contenuti che affidiamo alle parole: spesso la forma è anche sostanza.
I ricercatori dell’Università del Missouri sono andati oltre stabilendo con precisione matematica – seppur siano specializzati in psicologia – che ogni anno perdiamo, in media, 338 parole: non sottratte alla lingua, non sono termini estinti o destinati a diventarlo, ma parole non pronunciate.
Sostituite dal silenzio.
Che vuoi che siano tre minuti di conversazione in meno?









