Rispetto al passato le persone parlano meno, sia al telefono che faccia a faccia, con conoscenti o sconosciuti. Due psicologi statunitensi che si occupano di questo fenomeno da oltre vent’anni, Valeria Pfeifer e Matthias Mehl, ne hanno scritto a marzo in una ricerca molto commentata da allora. Si basa su decine di studi condotti tra il 2005 e il 2019, in cui ai partecipanti era stato chiesto di indossare ogni giorno per lunghi periodi dei registratori ambientali.
Dall’analisi delle registrazioni quotidiane di oltre 2.200 persone – di età compresa tra i dieci e i 94 anni, e residenti perlopiù negli Stati Uniti, ma anche in Messico, Australia ed Europa – è emerso che tra il 2005 e il 2019 il numero medio di parole pronunciate ogni giorno da ciascuna è diminuito del 28 per cento. È passato da circa 16mila parole quotidiane nel 2005 a circa 12.700 nel 2019, senza differenze significative tra donne e uomini.
Ogni persona, di anno in anno, pronunciava in media 338 parole al giorno in meno rispetto alla media giornaliera dell’anno precedente. Corrispondono in totale a circa 120mila parole all’anno in meno, di anno in anno: più o meno 15 ore di conversazione, considerando un ritmo normale di 140 parole al minuto.







