Ciò che sto per dire è dettato dalla convinzione profonda che il fallimento di ogni politica ambientale del centrodestra ma anche dei governi precedenti è avvenuto perché non c’è mai stata consapevolezza sulla necessità di affidare ai più competenti, alle migliori menti, un ambito complesso e politicamente delicato come è la questione ambientale ed energetica.
Si è voluto inficiare ogni organismo di controllo e di tutela con trombati politici, fidati personaggi di partito e ogni sorta di improbabili figure che hanno devastato e portato sull’orlo del dissesto vecchi e nuovi presidi ambientali ormai snaturati e inutili.
Si pensava che il repulisti di competenze e merito non toccasse gli Istituti di ricerca dove è logico predisporre chi scientificamente può garantire un lavoro qualificato. Ma anche lì, l’ultima nomina all’Ispra vede Maria Alessandra Gallone, parlamentare di Forza Italia, occupare la poltrona di presidente. Un declino che fa inorridire, visto che questi istituti fanno muovere milioni di euro di commesse e che dà l’idea di quanto poco sia sentita la crisi ambientale che ci sta investendo in questa prima parte del nuovo secolo.
Gli stessi partiti di sinistra che avrebbero dovuto difendere la meritocrazia e la questione ambientale dimostrano, in tutti e due i versanti, una certa difficoltà a contrastare la deriva populista e propagandistica di questa destra, con idee e progetti che valorizzino anziché mortificare le politiche ambientali e il patrimonio naturale protetto del nostro Paese.







