Non è solo caro bollette e carburante. Il the day after della calura estiva pone una domanda ineludibile sul percorso del green deal. Manca la direzione. La gerarchia delle priorità. Rewind. Siamo fermi al Governo Draghi. Uno studio di Eurobarometro ci dice come la pensano gli italiani. L’opinione di Maurizio Guandalini

Il borsellino. Sempre quello. Il solo che smuove l’elettore. Vince l’apatia. E l’astensionismo. Quel prometto e poi ‘non’ mantengo, formuletta astuta usurata dal tempo. Il contrasto al caro bollette, quindi l’indipendenza energetica, è al primo posto tra le priorità degli italiani. E la competitività al terzo anche se ha molto da spartire con l’energia. Collegata al rafforzamento infrastrutturale per consolidare la posizione dell’Italia nel mondo. Lo leggiamo sfogliando lo studio di Eurobarometro pubblicato dal Parlamento europeo. Che segnala molta più incertezza e pessimismo da noi che nel resto del mondo.

Così stando le cose siamo rimasti più o meno al format della domanda dell’ex banchiere centrale Mario Draghi, nell’aprile del 2022 Presidente del Consiglio, preferiamo la pace o il condizionatore acceso? Russia e Ucraina sono ancora in guerra. E i climatizzatori, dove ci sono e se la rete regge, rimangono il sollievo preferito. Ora anche da altri Paesi europei che hanno conosciuto in queste settimane il caldo afoso. Mentre il caro energia per gli italiani ha proseguito ininterrottamente girando di bolina con la guerra in Iran. Totale in fattura, bollette rincarate per famiglie e imprese. Più del doppio di Francia e Spagna.