La Puglia non è periferia agricola. È una potenza produttiva nazionale. Lo certifica il Rapporto AGRIcoltura100 2026, che fotografa una regione con oltre 73.000 imprese agricole, quasi un'impresa su cinque appartenente al settore primario, 6 miliardi di euro di produzione annua e oltre il 65% del territorio destinato all'agricoltura. Numeri che raccontano molto più di un comparto economico. Raccontano una comunità di imprenditori che ogni giorno produce cibo, tutela il paesaggio, preserva la biodiversità e garantisce sviluppo, occupazione e coesione sociale.
Eppure, dietro questi risultati, c'è un'agricoltura che continua a confrontarsi con sfide sempre più complesse.
Il comparto cerealicolo vive una fase di forte sofferenza, strettamente legata alla volatilità dei mercati internazionali e a una concorrenza che troppo spesso non rispetta gli stessi standard richiesti ai nostri produttori. Anche l'olivicoltura, dopo una stagione di prezzi finalmente remunerativi, sta attraversando una nuova fase di rallentamento del mercato che impone grande attenzione per salvaguardare la redditività delle aziende.
A questo si aggiunge la ferita più profonda che la nostra terra abbia conosciuto negli ultimi decenni: la Xylella, che ha trasformato il volto del Salento, compromettendo milioni di ulivi e mettendo in crisi un intero sistema economico, sociale e ambientale. Una tragedia dalla quale la Puglia sta ripartendo con coraggio, investendo nella rigenerazione del patrimonio agricolo e nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo.









