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Mentre l’economia nazionale tira il freno, la terra di Bari si conferma il motore trainante dell'occupazione agricola pugliese. Con l’avvio delle grandi raccolte stagionali, il fabbisogno di manodopera esplode in un settore che, in Puglia, ha raggiunto quota 109mila occupati, segnando un balzo del +4,3% rispetto all'anno precedente. Un dato che impressiona se confrontato con il resto d'Italia, dove il comparto agricolo registra invece una perdita di addetti del 3,3%.Il primato del territorioI numeri dell'annuario Crea 2026 parlano chiaro: il Barese è il cuore pulsante del settore, concentrando da solo il 25,3% degli addetti totali della regione. Seguono Foggia (22,2%), Taranto e Bat (15,4%). “Con le raccolte di pomodoro, uva, ortaggi e frutta estiva ormai ai nastri di partenza, il ruolo della manodopera diventa centrale per garantire produzioni di qualità e continuità alle filiere del Made in Puglia”, spiega Coldiretti Puglia.Più stabilità, ma cala l'occupazione femminileNon si tratta solo di braccia stagionali. Il dato più significativo per Coldiretti è la crescita del lavoro dipendente agricolo, aumentato del 10,8%. È il segnale di un comparto che si sta strutturando e che offre opportunità stabili, soprattutto nelle filiere ad alta intensità di manodopera come l'ortofrutta e il vitivinicolo. Tuttavia, il quadro presenta un'ombra pesante: l'occupazione femminile cala del 2,3%, fermandosi a poco più di 28mila unità, mentre quella maschile vola al +6,9%. Per l'associazione, questo divario “evidenzia la necessità di rafforzare strumenti di welfare, servizi nelle aree rurali e sostegno all’imprenditoria agricola femminile”.Stranieri e burocraziaCruciale resta l'apporto dei lavoratori stranieri, che in regione superano quota 32mila (+5%). Per affrontare la stagione, le imprese chiedono ora meno carta bollata. “È essenziale garantire strumenti rapidi ed efficienti per l’ingresso regolare dei lavoratori stagionali, semplificando le procedure burocratiche e rafforzando i controlli contro caporalato e lavoro nero”, conclude Coldiretti. Le aziende locali hanno bisogno di manodopera regolare per non perdere una stagione decisiva per l'economia di tutto il territorio.