Cresce l’occupazione in Piemonte ma il resto d’Italia fa meglio. Nel 2025 la regione registra 1 milione e 863mila occupati medi, circa 9mila in più rispetto al 2024, con una crescita del 0,5%, inferiore al +0,8% nazionale. Un incremento contenuto che riflette luci e ombre del mercato del lavoro piemontese, soprattutto se confrontato con i dati italiani, dove i contratti a tempo indeterminato aumentano di 304mila unità e i lavoratori autonomi di 99mila, compensando il calo dei contratti a termine (-218mila). Bene commercio e turismo Commercio e turismo mostrano la crescita più forte (+6,2%), seguiti dalle costruzioni (+4,1%) e dall’agricoltura (+1,3%). Gli altri servizi restano stabili, mentre l’industria in senso stretto perde il 3,7% degli occupati, evidenziando le fragilità del tessuto produttivo piemontese. Sul fronte contrattuale, l’occupazione dipendente cresce dello 0,8%, quella indipendente cala dello 0,8%. L’aumento riguarda solo il lavoro a tempo pieno (+2,3%), mentre il part-time crolla (-9,7%). Tra i titoli di studio, i diplomati guidano la crescita (+2,3%), seguiti dai laureati (+0,3%), mentre diminuiscono gli occupati con livelli più bassi (-2,7%).
Diversa dalla tendenza nazionale è invece la dinamica della disoccupazione. In Italia il tasso scende al 6,1%, mentre in Piemonte risale al 6% rispetto al 5,4% del 2024, pur con una lieve riduzione degli inattivi (-0,8%). Il divario di genere resta evidente: la disoccupazione maschile è al 5,4%, quella femminile al 6,8%, ma il gap di occupazione tra uomini e donne si riduce a 11,8 punti, meglio dei 17,4 punti medi italiani. La disoccupazione giovanile (15-24 anni) tocca il 19,3%, sotto la media nazionale (20,6%) ma sopra quella europea (~15%). Disallineamento tra domanda e offerta Rimane critico il mismatch tra domanda e offerta: il 46,5% delle assunzioni programmate incontra difficoltà, più della media nazionale (45,3%), a causa della carenza di candidati disponibili e, in parte, dell’inadeguatezza delle competenze rispetto ai profili richiesti. «Siamo di fronte a segnali contrastanti: se da un lato l’occupazione complessiva tiene, dall'altro preoccupano la frenata dell'industria e la risalita della disoccupazione - commenta il vicepresidente di Unioncamere Piemonte, Massimiliano Cipolletta -. La nostra sfida prioritaria è abbattere il forte disallineamento tra domanda e offerta, che ostacola quasi la metà delle assunzioni programmate. Dobbiamo investire con urgenza sulle competenze e sui giovani per invertire il calo delle previsioni d'ingresso e trasformare le incertezze del sistema produttivo in un nuovo slancio per l'intero tessuto economico regionale».







