In questi ultimi anni, secondo la maggior parte degli esperti, il nostro Pianeta sta affrontando un repentino cambiamento climatico. Il riscaldamento globale dovuto all’inquinamento e alle alte concentrazioni di gas serra nell’atmosfera costringono sempre più persone a fronteggiare estati torride, eventi atmosferici estremi e periodi di siccità prolungati. Non è la prima volta che gli esseri umani, nella loro lunga storia, devono fare i conti con i cambiamenti del clima.

Quello che preoccupa oggi è la rapidità con cui stanno avvenendo mutamenti che nelle occasioni precedenti si sono prolungati per centinaia o anche migliaia di anni. Per esempio, l’ultima glaciazione, che ricoprì di ghiacci buona parte dell’emisfero boreale, durò da circa 100.000 anni fa fino a 12-10 mila anni fa. Costrinse i nostri antenati a un progressivo adattamento a un clima sempre più rigido. Adattarsi a cambiamenti repentini non è semplice. Un’atmosfera più calda ha più energia e quindi tende a rendere più intensi i fenomeni atmosferici estremi come cicloni, tornado e nubifragi, che a loro volta avrebbero come conseguenze alluvioni, frane, inondazioni e maggiore dissesto idrogeologico. Un altro fenomeno dipendente dal riscaldamento globale è la desertificazione, che coinvolge un quarto delle terre emerse. Particolarmente colpite sono le zone semiaride come la fascia del Sahel posta a sud del Deserto del Sahara. Zone ad alto rischio sono presenti anche in Asia, in America Latina, negli Stati Uniti, lungo le coste del Mediterraneo (anche in Italia meridionale) e in Russia. L’aumento delle temperature comporta, inoltre, un progressivo scioglimento dei ghiacci polari (Groenlandia, Artide, Antartide) e dei ghiacciai, determinando così l’innalzamento del livello di oceani e mari e il conseguente rischio di sommergere le zone costiere e molte piccole isole. La copertina del libro