Emirates guida una nuova offensiva per tenere aperta la porta di Dubai al turismo internazionale, mentre le tensioni Iran-Usa e l’instabilità regionale frenano le prenotazioni e riaccendono la paura di restare bloccati nel Golfo. La compagnia di Dubai, seguita da altri vettori degli Emirati, punta su polizze “tutto incluso” e flessibilità estrema come leva commerciale per riportare i passeggeri a transitare sul suo hub.

Secondo quanto comunicato dalla stessa Emirates, il nuovo pacchetto di “Comprehensive travel cover” propone una copertura assicurativa che va oltre le tradizionali polizze viaggio e include anche scenari di conflitto armato, con rimborso delle spese mediche fino a 25 mila dollari, sistemazione alberghiera fino a 30 giorni in caso di blocco dello spazio aereo e riprotezione gratuita verso la destinazione finale anche su vettori partner. La validità della polizza è sganciata dalle raccomandazioni ufficiali dei governi e dagli avvisi di viaggio, dettaglio non secondario in una fase in cui molte cancellerie continuano a sconsigliare il transito nell’area del Golfo. L’obiettivo dichiarato è “restituire fiducia nella pianificazione dei viaggi” verso Dubai, intercettando una domanda che resta forte ma frenata dal timore di cancellazioni improvvise e di lunghe permanenze forzate in scalo.