ROMA – Alle 21 e 12, in un silenzio quasi irreale, un Airbus della Emirates decolla con destinazione Mumbai, in India. È il primo aereo a lasciare Dubai dopo una giornata di paralisi totale per uno degli scali più attrezzati e strategici del pianeta.
Lo seguono nei cieli altri 8 velivoli in una settantina di minuti, di Emirates e Flydubai, diretti soprattutto in Russia, India, Kazakistan. Poi si posiziona in pista un aeromobile atteso a Belgrado, in Serbia, il primo a puntare il muso verso l’Europa.
Nel mondo, tanti occhi guardano a questo timido tentativo di Dubai di tornare alla normalità, nel pieno di una crisi internazionale senza precedenti. Sperano le tante persone bloccate negli Emirati desiderose di rientrare in Europa e in Italia dai loro familiari. Ma sperano anche centinaia di migliaia di turisti e uomini di affari, prenotati su voli che ancora vorrebbero prendere, nonostante tutto, questa settimana e la prossima.
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di Fabio Tonacci













