Gli attacchi incrociati degli Stati Uniti e di Israele sull'Iran hanno trasformato gli hub del Golfo in una gigantesca “no-fly zone” commerciale, bloccando per ore, e in parte ancora oggi, i grandi aeroporti di Dubai e Abu Dhabi e lasciando a terra decine di migliaia di passeggeri in tutto il mondo.
Le prospettive di riapertura sono legate all'escalation della crisi. Ovvero all'esito dei nuovi raid annunciati dalla Casa Bianca e alla reazione dell'Iran che tenta di allargare il conflitto a tutta l'area. Gli scali più colpiti al momento sono gli hub degli Emirati, cuore del traffico globale tra Europa, Asia e Africa. Scalo obbligatorio, tanto per fare degli esempi, per andare alle Maldine, Seichelles, Mauritius o in Giappone. Nel caos anche i voli per Sharm e le mete egiziane più frequentate dagli italiani. Con cancellazioni inevitabili. Tutta l'area mediorientale è "vittima" del conflitto, con chiusure a sorpresa che al momento sono difficilmente prevedibili. A Dubai sono fermi sia il Dubai International Airport, l’aeroporto con il maggior traffico internazionale al mondo, sia il Dubai World Central-Al Maktoum , usato come secondo scalo e hub merci. Ad Abu Dhabi le operazioni sono sospese allo Zayed International Airport, base storica di Etihad Airways. La chiusura, va detto, non è solo tecnica (spazio aereo limitato) ma anche di sicurezza: droni e missili intercettati hanno causato la caduta di detriti, danni a un’area del terminal di Dubai e un paio di morti tra il personale di terra ad Abu Dhabi, con diversi feriti. Per ore la General Civil Aviation Authority degli Emirati e i gestori aeroportuali hanno chiuso tutto il traffico commerciale, costringendo Emirates, Etihad, flydubai e Air Arabia a lasciare a terra “tutti i voli” da e per Dubai e Abu Dhabi. Stessa sorte ovviamente per i vettori di altra nazionalità. Le stime parlano di migliaia di voli cancellati o dirottati e decine di migliaia di passeggeri, oltre 700 mila, bloccati nel Golfo o in scali europei e asiatici in attesa di riprotezione. Nelle ultime ore si registrano solo partenze “a singhiozzo” e principalmente voli di riposizionamento o rotte considerate prioritarie, mentre i passeggeri sono invitati a non presentarsi in aeroporto senza una conferma scritta del volo.











