“L’opinionismo? È una malattia della tv”. È un Gene Gnocchi senza filtri quello intervistato da FanPage, dove confessa la sua idiosincrasia per la tv di oggi, tutta reality e opinionismo spinto. Lui che il piccolo schermo lo frequenta dagli anni ’80 e dunque ne conosce bene pregi, tic e potenzialità, oggi non lo riconosce più e non ha alcun problema a dire ciò che pensa. Anche di amici e colleghi storici come Simone Ventura e Teo Teocoli.
LA BORDATA DI GENE GNOCCI CONTRO GLI OPINIONISTI “CANCRO DELLA TV”
Per Gene Gnocchi, reduce dall’ultima stagione di Citofonare Rai2 con Paola Perego e Paola Barale, uno dei limiti della tv di oggi è la mancanza di coraggio: “La paura di rischiare non permette più di avere dei programmi diversi”. Il problema sono i reality, il “trionfo dell’uomo comune” e il “brulicare di opinionisti, che per me è un cancro della televisione. L’ultima proposta che ho fatto è allestire una scuola per opinionismo, perché se non sei un opinionista oggi non ti vuole nessuno”. In questo bailamme salva solo “Selvaggia Lucarelli opinionista di Ballando con le stelle, ha dimostrato che è un mestiere vero e proprio”. Degli altri opinionisti non risparmia nessuno, anzi, rincara la dose: “Ci sono poi quelli a tempo, come il virologo, quelli a tempo pieno sulla politica e gli ultimi, che fanno un po’ impressione, sulla cronaca nera. Se mi chiedessero un’opinione su Garlasco non riuscirei a darla entrando in un consesso dove è pieno di personaggi perché hanno un’opinione”. In definitiva, per Gnocchi, che gioca da sempre con i paradossi, “l’opinionismo è una malattia della tv. Invece dovrebbe farla chi conosce la tv e sviluppa delle idee, anche nuove”.









