Milano – Martedì Gnocchi. Gene, s’intende. Che chissà quante volte avrà sentito questa battutona. Ma il caldo pesa un po’ per tutti. Meglio riderci su. Tipo stasera e domani nel Cortile di Palazzo Sormani con “Una crepa nel crepuscolo”, assolo del comico di Fidenza, in compagnia della chitarra di Diego Cassani. Quarant’anni di (onorata) carriera nel mondo dello spettacolo. Raccontati in maniera surreale. E senza tenersi un cecio in bocca, come direbbe la nonna. Doppio appuntamento. All’interno della rassegna estiva Menotti in Sormani. Alle 19.30 in corso di Porta Vittoria.
Gene, come si è trasformato il palcoscenico in questi quarant’anni?
“È cambiato molto. Anche nelle cose più superficiali. Una volta col pubblico c’erano le cartoline, ci lasciavi sopra l’autografo. Ora è tutto un video e un selfie, non puoi evitare la dimensione social. Cosa che trovo oltremodo penosa”.
Non le viene bene?
“Affatto. Sono a disagio, da buon boomer conclamato. Ma di fronte all’incombenza, cerco di uscirne con dignità”.







