«Lei su Tg non mette becco perché si fida» racconta il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci. I giudizi sui giornalisti «figli della politica» che fuori dalla Rai «non avrebbero mercato». L'intervista che ha scatenato la reazione del sindacato dei giornalisti Rai
Clima pesante nella redazione del Tg1 dopo l’intervista in cui il direttore Gian Marco Chiocci, ex inviato del Giornale approdato a Saxa Rubra tre anni fa, ha rivendicato la sua gratitudine personale verso la premier Giorgia Meloni, ribadendo di essere «profondamente di destra», pur essendo prima di tutto un giornalista. Una conversazione fiume con Telenord, registrata domenica per il format Incontri al Palazzo del Melograno, che avrebbe aperto un fronte di tensione interna e provocato la reazione del sindacato dei giornalisti del servizio pubblico.
Cosa ha detto Chiocci nell’intervista a Telenord
Nel colloquio rilanciato dall’agenzia Dire, il direttore probabilmente non pensava di aver svelato chissà quale segreto: «Io sono profondamente di destra», pur precisando di essere «prima di tutto un giornalista». Chiocci ha raccontato di essersi sentito «come il marziano di Flaiano» al suo arrivo in viale Mazzini, accusando un eccesso di burocrazia e citando le sue inchieste passate, dalla casa di An a Montecarlo che travolse Gianfranco Fini all’intervista che costò il posto a Gennaro Sangiuliano. Sui colleghi della Rai, giudizi pesanti: molti sarebbero «figli della politica» e «fuori non avrebbero mercato».







