“Quando si è in missione le giornate sono intensissime: si operano dai cinquanta ai sessanta bambini per missione, sei-otto bambini al giorno, iniziando alle otto di mattina e finendo alle otto di sera”. Alice Vailati, quarantenne, è diventata infermiera quasi per caso. Mentre faceva volontariato in Croce Rossa, ha deciso di tentare il test di ammissione a Infermieristica. Superato il test, si è laureata e ha lavorato per sette anni come infermiera di sala operatoria, specializzandosi in sala cardiochirurgica presso il Centro Cardiologico Monzino di Milano. Durante il suo periodo di lavoro qui, entra in contatto con l’associazione Safe Heart ODV ed inizia a partecipare a missioni umanitarie. Questo la porta a collaborare con “Una Voce Per Padre Pio”, per il progetto “Cuori Ribelli”, per il quale decide poi di lasciare l’ospedale e dedicarsi completamente alla sfera umanitaria.
“Due anni fa, a dicembre”, racconta, “un chirurgo pediatrico del Burkina Faso, dove ero in missione, ci ha chiesto se potevamo dargli una mano a far conoscere la storia di due gemelle siamesi di quattro mesi. Dopo due mesi passati a contattare tutti gli ospedali italiani con reparti di chirurgia pediatrica, a causa della complessità del caso non riuscivo a trovare un aiuto concreto: mi è stato finalmente fornito il nome di Vincenzo Palumbo, fondatore e presidente dell’associazione Una Voce Per Padre Pio ETS”. Così, in un mese e mezzo, “è riuscito a far arrivare le bimbe in Italia e farle operare al Gaslini di Genova. È così che ho scoperto l’associazione per cui oggi lavoro e a cui dedico tutte le mie energie. Tra l’altro, è stato davvero emozionante rivedere le due sorelline giocare libere in Burkina Faso”.












