HomeUmbriaCronacaLo choc del fallimento e la tifoseria divisa. Ma il fuoco delle Fere brucia sotto la cenereDalla possibile ripartenza in serie D alle adesioni per l’ipotesi Eccellenza, fino alle duemila firme raccolte contro la fusioneTifosi divisi,. Ternana comunque “viva“Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNon può e non deve essere una consolazione, ma la forza reattiva della piazza rossoverde non va sottovalutata. Terni conferma di amare la Ternana, nonostante le forti divisioni in atto nella tifoseria, l’evoluzione dei tempi e delle abitudini. Esattamente un mese fa arrivava il fallimento, vedi nessuna offerta per il ramo sportivo della società nella seconda asta indetta dai curatori. Seppure in modalità non convergenti, o addirittura conflittuali, non ci si è pianti addosso e si è agito su più fronti. Dopo l’inusuale liquidazione volontaria voluta dalla famiglia Rizzo si è innescato un vortice di eventi destinato a divenire un importante precedente a livello sportivo-giuridico, a iniziare dalla sospensione immediata della medesima da parte del Tribunale di Perugia su istanza di alcuni creditori e dall’apertura di quella giudiziale da parte del Tribunale di Terni. La piazza non si mai è arresa, contrariamente ad altre dove simili situazioni hanno lasciato il segno e continuano a pesare su gloriose società e tifoserie. Dopo i mancati tentativi di salvare il titolo sportivo in extremis, si sono palesate in modo rapido due concrete situazioni per tentare la ripartenza immediata (qualcun’altra, rimasta a fari più o meno spenti, non ha avuto sviluppi). In forte vantaggio c’è l’ipotesi Serie D, tramite la fusione Orvietana-Ternana Futsal che entro due-tre giorni sarà sottoscritta e sottoposta al fondamentale parere della Figc. E’ il progetto voluto da Stefano Bandecchi, che coinvolgerà anche Franco Fedeli da presidente e con il 60% delle quote, con Carlo Mammarella nel ruolo di diesse. Il sindaco di Terni, i suoi stretti collaboratori di Unicusano e non solo, con Roberto Biagioli ex patron dell’Orvietana, si erano del resto mossi con buon anticipo. In parallelo è sorta l’associazione “La Ternana Siamo Noi“, progetto di adesione-sottoscrizione popolare per l’eventuale ripartenza dall’Eccellenza con una cordata imprenditoriale del territorio e per acquisire il marchio storico della Ternana al fine di cederlo in comodato d’uso. L’associazione, formata da gruppi in alcuni casi non vicinissimi per mentalità, come Centro Coordinamento Clubs, Rocca Rossoverde, Vecchio Stampo e Brigata Gagarin, ha inoltre il proposito di salvaguardare per il futuro la denominazione e i colori della società rossoverde e il fatto che Terni dovrà esserne sempre e comunque la sede. L’altra iniziativa post-fallimento è del Collettivo Curva Est per esprimere ferma opposizione alla fusione Orvietana-Ternana Futsal, con la raccolta firme effettuata tra Terni e Orvieto, conclusa dopo aver raggiunto circa duemila sottoscrizioni.
Lo choc del fallimento e la tifoseria divisa. Ma il fuoco delle Fere brucia sotto la cenere
Dalla possibile ripartenza in serie D alle adesioni per l’ipotesi Eccellenza, fino alle duemila firme raccolte contro la fusione
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