Doppia retrocessione dalla serie D alla Promozione, battaglie legali e tifosi in protesta. Giorni roventi in casa Fanfulla. Prosegue il braccio di ferro dirigenziale: la sentenza della Corte d’Appello di Milano ha ribaltato il precedente pronunciamento del Tribunale di Lodi, restituendo le cariche al presidente Luigi Barbati e agli altri soci estromessi, ma l’attuale dirigenza guidata dalla famiglia Tufo continua ad operare come se nulla fosse accaduto, annunciando nei giorni scorsi Pietro Budoni (coordinatore dell’area tecnica) e Alberto Cuomo (allenatore). Nel mezzo la protesta dei tifosi. Nei giorni scorsi attraverso uno striscione: "Tufo non vende sogni, ma solide retrocessioni". Per settimana prossima, invece, indetto dai gruppi organizzati “A modo nostro“ e “Fanfulla supporter“ un corteo. L’obiettivo è "manifestare tutto il disappunto della tifoseria Fanfullina per l’inammissibile situazione in cui versa il nostro amato Guerriero. Un appuntamento da non perdere per tutti coloro che hanno a cuore le sorti della gloriosa squadra di calcio Lodigiana e vogliono esprimere tutto il proprio dissenso, da troppo tempo rimasto in silenzio", recita il comunicato. "Facciamo sentire il grido di dolore di Lodi per la caduta di uno dei suoi simboli più rappresentativi, innalzando al cielo con orgoglio i nostri vessilli. Ieri, oggi e sempre il Fanfulla siamo noi". Raffaele Sisti Continua a leggere tutte le notizie di sport su