di

Valerio Cappelli

In arrivo un'autobiografia dell'attrice che fu una vera diva degli anni Settanta. «Ero a disagio a spogliarmi. Volevo scoprire la verità sull'omicidio di mia madre, ma mi consigliarono di lasciare stare»

Agostina Belli, il simbolo del cinema italiano degli Anni 70, ha dovuto restituire il dono della gioventù, però avrà sempre quegli occhi azzurri dove chiunque vorrebbe perdersi.

In Sepolta viva stava annegando veramente?«Sì, eccome. Rimproverai Enrico Lucherini, il press agent, che ne approfittò per far pubblicità al film. Mica fingevo. Il mio compagno di allora, l’attore norvegese Fred Robsahm, aveva gli occhi sbarrati e si buttò nella torre che si stava allagando dove io ero prigioniera. Quel film, costato 100 milioni, incassò 9 miliardi di lire».