Il sindaco Marcello Comanducci e il vice in pectore Gianfrancesco GamurriniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciStallo. La tessera che sblocca il rompicapo ancora non c’è. Si chiama "quota rosa" come legge recita, ma resta vuota. Almeno per ora. Il diktat dei partiti a Fare - dovete indicare anche voi il nome di una donna, altrimenti non se ne esce – non è piaciuto affatto ai plenipotenziari della lista civica. Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini non hanno gradito la sintesi di FdI, Forza Italia e Lega, respingendo al mittente la sollecitazione. Il tridente d’oro Gamurrini (vicesindaco)- Piomboni (urbanistica)-Marcantoni (innovazione) non si tocca, è la replica, altrettanto stringata tra i fedelissimi di Fare. Per due ragioni: blindare il sindaco con tre assessori di "casa" e controbilanciare politicamente l’ampia rappresentanza di Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione, con i suoi quattro assessori.
A loro volta, pronti a calare solo il nome di Francesca Lucherini (in pole per l’edilizia). Ad ora, non sarebbe contemplato il secondo nome della rappresentanza femminile. Il piano B: tre assessori (Lucherini, Merelli e uno tra Viscovo, Lucacci e Palazzini, in lizza ci sono anche Stella e Mattesini) e la presidenza del consiglio. Ma tutto ruota attorno al nome che i partiti del centrodestra chiedono a Fare: una donna oltre a Gamurrini e Piomboni che così dovrebbe "sacrificare" sull’altare della giunta il fedelissimo Marcantoni.






