Roma, 21 giugno 2026 – L’omicidio dell’artista satirico russo dissidente, Semyon Skrepetsky, nome d’arte di Robert Kuzovkov, rifugiato in Polonia dal 2021, avvenuto lunedì scorso a Biała Podlaska, nella Polonia orientale, in prossimità del confine con la Bielorussia, ci ricorda che il confronto, ormai scontro, tra Europa e Russia assume molte forme. Anche quella di un continente europeo reso insicuro.
Il 18 giugno le autorità polacche hanno fermato un trentaseienne con passaporto giorgiano. Al momento non vi sono certezze, anche se il primo ministro polacco Donald Tusk ha definito l’uccisione di Skrepetsky un probabile “omicidio politico”. Forse certezze non ce ne saranno mai, come sono mancate in diversi casi nella scia di omicidi, in Russia e all’estero, che si sono succeduti dai primi anni Duemila, dagli albori della presidenza di Vladimir Putin, e che hanno colpito politici, militanti e attivisti, giornalisti che conducevano indagini non gradite, ex agenti dei servizi russi, ex militari. Tutte persone considerate scomode dal regime. Tra i nomi più noti ricordiamo Anna Politkovskaya, giornalista di Novaya Gazeta, assassinata a Mosca nel 2006 sulle scale di casa, dopo anni di inchieste sui crimini russi in Cecenia; Boris Nemtsov, ex vicepremier e leader liberale anti-Putin, assassinato nel 2015 a pochi passi dal Cremlino; Maxim Kuzminov, pilota militare russo, che nel 2023 disertò consegnando all’Ucraina un elicottero Mi-8, ucciso nel 2024 in Spagna. Reprimere ogni dissenso interno e mandare il messaggio che non vi è luogo sicuro, nemmeno in Europa, per chi si mette contro il regime sembrano essere le motivazioni di questi brutali assassinii. Essi ci restituiscono la cifra di un sistema che con Putin ha assunto tratti sempre più repressivi e totalitari e dove potere politico e crimine si intrecciano in modo impressionante. E non solo perché il potere politico compie crimini, ma perché per reggersi ed esercitare dominio e controllo esso si avvale anche di criminali. Inchieste, studi accademici e di centri di ricerca internazionali lo confermano. La giornalista russa Anna Politkovskaya assassinata a Mosca nel 2006











