Un'esecuzione mirata, in pieno giorno, orchestrata oltre i confini russi per mettere a tacere una voce dissidente: l'ombra dell'omicidio politico si allunga sull'Europa. E in particolare, in un angolo della Polonia orientale dove si è consumato il tragico destino di Semyon Skrepetsky, nom de plume di Robert Kuzovkov, attivista e caricaturista, freddato a colpi d'arma da fuoco a Biała Podlaska, non lontano dal confine bielorusso. Skrepetsky, 44 anni, era una figura piuttosto nota a livello internazionale e anche in Italia.

Solo poche settimane fa a Venezia aveva unito la propria voce a quella dei movimenti di protesta contro la riapertura del padiglione russo alla Biennale. L'artista, stando alle prime indagini, è stato intercettato da un uomo armato non identificato, che gli ha scaricato addosso tre proiettili. Quando Skrepetsky è crollato a terra, l'aggressore si è avvicinato per infliggergli il colpo di grazia, sparandogli altre due volte a bruciapelo. Il portavoce del governo polacco, Adam Szłapka, ha confermato la gravità del caso, rivelando che lo Stato aveva offerto protezione all'artista, da lui però rifiutata. Subito dopo l'agguato, la famiglia della vittima è stata posta sotto massima protezione in un luogo sicuro. Il portavoce della procura di Lublino, Marcin Kozak, ha annunciato il fermo di due cittadini bielorussi che si trovavano nei pressi del consolato di Minsk.