di
Paola Di Caro
La tela diplomatica. Nessun «boicottaggio» per la festa dell’indipendenza in ambasciata
Alla Farnesina guidata da Antonio Tajani tutti hanno ben chiaro lo scenario nel quale dovranno muoversi: i dossier aperti fra Italia e Stati Uniti neppure si contano, i rapporti non si sono interrotti e andranno tutelati. «Una cosa sono le uscite di Trump, alle quali il capo del governo ha deciso di rispondere con chiarezza, perché non è accettabile che un capo di Stato si rivolga in questo modo alla nostra premier. Altra sono i rapporti con gli Usa. Alleati, nel solco della politica filo-atlantica che l’Italia ha sempre mantenuto dal dopoguerra».
Da mesi gli ambasciatori sanno bene che Tajani nel governo è il rappresentante della linea meno filo-trumpiana del centrodestra. FI non è mai stata «Maga», non ha mai avuto innamoramenti più o meno ostentati nei confronti della linea politica del presidente Usa. Ma il ministro ha sempre ripetuto, quasi ossessivamente, che i rapporti con gli Stati Uniti sono altra cosa: «Siamo due facce della stessa medaglia, dobbiamo essere uniti».












