Da “una dei veri leader del mondo, una persona eccezionale” a una politica che gli ha fatto “pena“. La parabola di quella che, fino a pochi giorni fa, veniva ancora definitiva a Washington come una “very special relationship” tra Donald Trump e Giorgia Meloni va da un estremo all’altro: dall’immagine dell’uunica leader Ue capace di avere un rapporto stretto con il tycoon alla premier che viene umiliata pubblicamente. A far scoppiare il caso la crisi di Hormuz e gli attacchi del presidente Usa a Papa Leone XIVesimo, poi difeso proprio da Meloni. Da lì la frattura, il tentativo di ricucire al G7 di Evian e ora gli scontri pubblici.

IL PRIMO FACCIA A FACCIA A PARIGI – “Meloni è piena di energia, è fantastica”, dice Trump dopo il colloquio all’Eliseo l’8 dicembre 2024, a margine della riapertura di Notre Dame, quando è presidente eletto ma non ancora in carica.

IL BLITZ A MAR-A-LAGO – Il 4 gennaio 2025 la premier vola in Florida, nel pieno del rapimento di Cecilia Sala in Iran. Partecipa a una cena nella residenza del tycoon, impressionato da una leader che “ha davvero preso d’assalto l’Europa”. Qualche giorno dopo aggiunge: “Gli altri leader hanno mostrato grande rispetto per il nostro Paese. Meloni è volata fin qui per poche ore solo per vedermi”.