Roma, 20 giugno 2026 – Sembra passato un secolo da quando il presidente Usa Donald Trump tesseva le lodi della premier italiana Giorgia Meloni accogliendola alla Casa Bianca: “Una persona eccezionale, uno dei veri leader del mondo”. E gli elogi si sprecavano in più occasioni: "Una donna fantastica”, “beautiful woman”, “una leader incredibile e molto rispettata”, tanto che il 19 gennaio 2025 Meloni è l'unica leader di governo Ue presente alla cerimonia d'insediamento di Trump. Un segnale della "very special relationship", come la definivano a Washington, quella particolare vicinanza con il tycoon più volte rivendicata dalla stessa premier che ha anche cercato di far valere a livello internazionale i suoi buoni rapporti presentandosi quasi come una sorta di ‘mediatrice’ tra Europa e Stati Uniti, anche in virtù di una certa affinità ideologica con Trump.

Ma questo è il passato, neppure tanto remoto. La svolta è arrivata con la guerra in Iran e crisi di Hormuz, che ha aperto una frattura nel rapporto tra Donald e Giorgia, fino all’attacco frontale del tycoon dopo il G7 di Evian.