Il nuovo ennesimo litigio tra Donald Trump e Giorgia Meloni ha confermato che i rapporti tra i due sono ormai compromessi, dopo due anni in cui la presidente del Consiglio aveva cercato di presentarsi come la leader europea più vicina al presidente degli Stati Uniti, una delle poche alleate su cui poteva davvero contare.

La loro relazione era cominciata nel migliore dei modi: Trump la riempiva di complimenti, l’aveva definita «una donna fantastica», «beautiful woman», «una leader incredibile e molto rispettata». Eppure da lì, soprattutto negli ultimi sei mesi, si sono intromesse diverse questioni politiche che hanno rivelato quanto fosse insostenibile la posizione di Meloni: la Groenlandia, che Trump minacciava di annettere; le guerre in Medio Oriente, con il rifiuto italiano all’uso della base americana di Sigonella; lo scontro sulle critiche di Trump a papa Leone XIV, fino al litigio di venerdì.

Meloni aveva iniziato a blandire Trump ancor prima del suo insediamento ufficiale alla Casa Bianca. Uno dei loro primi incontri risale alla notte tra il 4 e il 5 gennaio del 2025, quando Meloni era volata in Florida per raggiungere la villa di Trump a Mar-a-Lago. Fu una visita non ufficiale e non comunicata alla stampa. Trump l’aveva accolta definendola «una donna fantastica».