La clamorosa rottura tra i leader pone la collocazione internazionale dell’Italia al centro della campagna elettorale incombente. Sarà uno scontro dove anti-americani e filo-russi giocheranno un ruolo di primo piano, con il rischio di un’ulteriore radicalizzazione

C’è forse qualcosa di peggio della rottura verticale tra Washington e Roma, una frattura che manda in macerie decenni di politica euro-atlantica? Sì, e ce ne accorgeremo presto. È la prospettiva di una campagna elettorale di fatto già cominciata e destinata a durare più o meno un anno, tutta giocata nello scontro tra anti-americani rinvigoriti, anzi legittimati dall’essere anti-Trump, e filo-russi finalmente convinti di poter trarre vantaggio dalla destabilizzazione di uno dei paesi cardine della Nato.