Vladimir Putin al G20 sarebbe un errore.

La Nato va rafforzata e non debilitata da strappi transatlantici. La linea diretta con la Casa Bianca, dopo le tensioni degli ultimi giorni, non è stata ancora riattivata. Il disgelo tra Giorgia Meloni e Donald Trump resta un'ipotesi anche a Cipro, in una due giorni del vertice dei leader europei nella quale l'alleato americano è stato ancora una volta convitato di pietra. Forse non è il momento di ricucire, forse lo sarà fra qualche tempo. Di certo non aiutano i continui attacchi che l'amministrazione Trump sta mettendo in fila contro la Nato, l'Europa, la coalizione dei Volenterosi di Hormuz. "No, Trump non l'ho sentito, non c'è niente di particolare che stia facendo" per attenuare la tensione tra Roma e Washington, scandisce la presidente del Consiglio. A Cipro, Meloni, è arrivata con il piglio di chi va in trincea. La crisi energetica e la mancata uscita dalla procedura per deficit sono un binomio che pesa, anche per chi si avvia all'ultima manovra prima delle urne. Ma i grattacapi, per l'inquilina di Palazzo Chigi, non arrivano solo dal contesto economico. C'è un posizionamento geopolitico da calibrare dopo gli strappi tra Trump e l'Italia. Roma non è più un ponte tra l'Ue e gli Usa. Certo, la rottura con l'alleato transatlantico non ci può e non ci potrà mai essere. Ma la temperatura sull'asse Roma-Washington resta fredda.