Nicosia, 24 apr. (askanews) – Ci sono le sfide tutte in salita in Europa, ma anche le spine nella politica internazionale che ormai hanno principalmente un nome e un cognome: Donald Trump.
In questa congiuntura, con il conflitto in Medio Oriente e la crisi energetica che batte cassa, il passaggio si fa stretto per Giorgia Meloni. E così a Nicosia, per il secondo giorno del Consiglio informale europeo sotto la presidenza cipriota – ironia della sorte – può capitare anche di trovarsi accanto l’alleato che non ti aspetti, il premier spagnolo (socialista) Pedro Sanchez. E’ lui, arrivando al Filoxena centre per il summit che, di prima mattina, mette sul piatto ricette che si avvicinano a quelle italiane: tasse sugli extraprofitti, proroga del Recovery e flessibilità sulle regole fiscali. Ed è sempre lui che Giorgia Meloni si trova a difendere, insieme a tutta la Nato, dalle intemerate del numero uno della Casa Bianca. L’idea che la Spagna possa essere sospesa dall’Alleanza, come emerge da una mail del Pentagono pubblicata da Reuters, per la presidente del Consiglio, sarebbe “non positiva” perché “dobbiamo lavorare per rafforzare la colonna europea della Nato” che “chiaramente deve essere complementare a quella americana”.









