A settant'anni, Claudio Sadler parla di futuro. È forse questo il dato più interessante che emerge ascoltando uno dei protagonisti della ristorazione italiana degli ultimi quattro decenni. Le ricorrenze che si accumulano in queste settimane — quarant'anni dal primo ristorante milanese, trentacinque anni consecutivi di Stella Michelin, trent'anni di catering, oltre al recente compleanno — fornirebbero materia sufficiente per una lunga retrospettiva. Sadler, invece, sposta continuamente il discorso in avanti e i nuovi progetti aiutano a capire la direzione.
Il Riviera Restaurant al Casinò di Campione d'Italia, il Citterio Garden all'interno del nuovo polo culturale di Palazzo Citterio, il consolidamento di Casa Baglioni in Brera, Milano e l'evoluzione di Gusto by Sadler, 1 stella Michelin a San Teodoro, in Sardegna. Aperture diverse tra loro, accomunate da una domanda che attraversa oggi l'alta ristorazione: come si costruisce continuità in un settore che cambia velocemente? “Il progetto che mi interessa di più in questo momento è fare continuità con i giovani che lavorano con me, perché sono loro il futuro”,ama raccontare. "Ho costruito questo che è il trampolino e ora mi aspetto che loro possano portare avanti con serietà, serenità, passione e abnegazione il marchio Sadler”.






