Il Libano esiste se è il Paese del vivere insieme, messaggio regionale fortissimo. Difficile, ancor di più se si continua a parlare in termini di comunità religiose chiuse e non di persone con proposte, visioni, che ci sono. Forse per questo molti vedono nel piccolo Libano un grande pericolo. L’analisi di Riccardo Cristiano
Donald Trump ha detto non molti giorni fa che il Medio Oriente è quella parte di mondo dove cessate-il-fuoco vuol dire sparare di meno. Vedremo nelle prossime ore se ha ragione, o se non voglia dire sparare di più. Infatti ieri gli americani hanno annunciato la tregua tra Hezbollah e Israele, mediata dal Qatar raccontano i più. Questa mattina un raid israeliano ha ucciso cinque libanesi.
Ieri in Libano è scorso molto sangue, 50 libanesi sono stati uccisi, secondo i resoconti ufficiali, portando il totale dei morti intorno ai 4mila. Il conto dei morti è ufficiale, quello delle tregue firmate e salate non lo tengono più. Quattro soldati israeliani ieri sono stati uccisi dai miliziani di Hezbollah. Il ministro Ben Gvir ha invocato di bruciare tutto il Libano. Poi la tregua.
Rappresentare le opposte posizioni è più difficile. Distruggere Hezbollah, è questo l’obiettivo israeliano. Hezbollah da parte sua dice di non volere alcuna tregua con l’invasore, ma l’ha rotta prima che invadesse il Paese. E il Libano?













