Una nuova richiesta di chiarimenti è stata recapitata al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, sul possibile uso dei poteri speciali del governo per l'Opas lanciata da Intesa su Mps ventilati durante un intervento in Senato dello stesso ministro. Un'intenzione già giudicata come una discesa in campo dell'arbitro a favore di una delle squadre, una sorta di inciampo. Era stata la vicepresidente della Commissione banche, la dem Cristina Tajani a rilevare che il comportamento del ministro dell'Economia era più da «giocatore» che da «arbitro». Questa volta la richiesta di spiegazioni arriva direttamente dal Parlamento europeo.Il passaggio «Attendiamo ancora chiarimenti del governo sulla possibile attivazione del golden power rispetto all'operazione di Banca Intesa su Mps», ha detto l'eurodeputata del Pd e già presidente della Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. «Si tratta di spiegazioni urgenti e dovute perché hanno un impatto rilevante sui mercati», ha aggiunto Tinagli. «Ieri», ha ricordato l'eurodeputata, «il ministro Giorgetti ha detto che il governo non usa a casaccio lo strumento del golden power, bene, ma neanche le dichiarazioni si fanno a casaccio. Il golden power», ha proseguito Tinagli, «si attiva quando ci sono ragioni di sicurezza nazionale: il ministro chiarisca se si siano intravisti tali profili. Se invece ritiene, come ha citato in audizione, che possano esserci risvolti su concorrenza e competizione», sostiene l'europarlamentare, «allora consiglii di lasciare lavorare le autorità competenti in materia visto che questo tema esula totalmente dal perimetro del golden power ma pertiene all'Antitrust. Più in generale», ha concluso Tinagli, «consiglierei maggiore attenzione e accuratezza nelle dichiarazioni che vengono fatte, soprattutto a mercati aperti, con un'Opas in corso, e per di più con una procedura d'infrazione già avviata l'anno scorso dalla Commissione europea proprio sull'utilizzo del golden power da parte del governo italiano». Il riferimento è all'uso che è stato fatto dei poteri speciali per bloccare la scalata di Unicredit su Bpm.