Cristina Tajani, vice presidente dellaCommissione banche non usa mezzi termini e punta il dito contro Giancarlo Giorgetti, accusandolo di non voler solo fare l’arbitro nell’Opas lanciata da Intesa sul Monte dei Paschi, ma di voler scendere in campo. Ad accendere la miccia sono state le parole pronunciate dal ministro in audizione in Senato, quando non ha escluso un’attivazione del golden power per l’Offerta lanciata da Intesa nei confronti del Monte dei Paschi. Da molti, l’uscita del ministro è stata considerata un inciampo, visto che Intesa è considerata in Italia la banca “di sistema”.La Dem Tajani, come detto, ha accusato il ministro di voler essere giocatore e non semplice arbitro delle operazioni sul Monte, e ha chiesto un ritorno in Parlamento di Giorgetti per un chiarimento delle sue parole. In Senato, il ministro, ha annunciato che il governo resterà «neutrale» rispetto alle offerte e alle proposte di aggregazione attorno al Monte dei Paschi di Siena. Tuttavia, come detto, Giorgetti ha aggiunto di non escludere che il governo possa anche «ricorrere a prescrizioni», nel quadro della normativa per proteggere gli asset strategici, se dopo gli approfondimenti dovessero emergere rischi per la sicurezza economico-finanziaria. Una chiara evocazione del golden power. Quegli stessi poteri speciali che avevano fermato la scalata di Unicredit su Bpm. La banca milanese salvata grazie al golden power dall’assedio di Andrea Orcel, adesso è in concorrenza con Intesa nella conquista del Monte. Bpm ha inviato una lettera per proporre al Montepaschi un matrimonio tra eguali. «Abbiamo ascoltato», ha scritto in una nota la vice presidente della Commissione banche, «il ministro Giorgetti in audizione al Senato affermare che, pur nella posizione neutrale assunta dal governo, potrebbero esserci, in astratto, prescrizioni golden power per l’Opas fatta da Intesa Sanpaolo su Mps. Siccome», ha aggiunto, «il ministro dell’Economia deve essere arbitro e non giocatore, mi auguro che Giorgetti voglia precisare le sue parole altrimenti chiederemo che il governo venga in Parlamento a spiegare il senso delle sue affermazioni». Poco prima, il ministro, dopo aver preso atto, a caldo, dell’Opas promossa da Intesa Sanpaolo e della quasi contemporanea proposta di aggregazione lanciata da Banco Bpm, aveva detto di non volersi schierare.