Il ministro in audizione in Commissione Banche interviene sul riassetto bancario: "Prima nessuno le voleva, oggi le azioni di Siena valgono 10 euro. Ce ne disferemo, ma al miglior prezzo". Giorgetti rivendica la neutralità rispetto al mercato, ma pone questioni regolamentari e Antitrust: "C'è da garantire concorrenza sui territori e adeguata assistenza alle Pmi. Bisognerà valutare la questione della concentrazione"

Il ricorso al Golden Power non si può escludere. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti interviene sul grande riassetto bancario di questi giorni rispondendo ai parlamentari in Commissione Banche, illustrando la possibilità che la vasta operazione di mercato - lanciata all'inizio della scorsa settimana - incorra in prescrizioni. Parliamo dell'offerta lanciata da Intesa Sanpaolo, di concerto con Unipol e Bper, per rilevare il Monte dei Paschi di Siena, istituto salvato nel 2016 dal Governo e ora boccone appetito dal mercato, anche perché porta in dote Mediobanca e quindi la preziosa e ambita partecipazione di Piazzetta Cuccia del 13% nelle Generali, il colosso dell'assicurazione e del risparmio gestito italiano.