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Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah è una novità inattesa e soprattutto poggia su basi poco solide. È diverso nella forma da quello che era in vigore fino a questo momento, perché il precedente accordo era tra Israele e Libano ed escludeva Hezbollah, il gruppo sciita libanese con cui Israele è in guerra. Ma è simile nella sostanza perché è stato raggiunto su pressione esterna, quella degli Stati Uniti su Israele, e contro la volontà del governo israeliano. Non possiamo dire con certezza se reggerà, anzi per il momento sembra estremamente fragile.
L’accordo è stato raggiunto venerdì ed è entrato in vigore il giorno stesso, nel pomeriggio. Sempre venerdì si sarebbero dovuti tenere a Ginevra, in Svizzera, i primi negoziati tra Iran e Stati Uniti dopo la firma del vago memorandum d’intesa che dovrebbe mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Sono però stati annullati all’ultimo momento.
Le cose sono collegate: secondo varie ricostruzioni i bombardamenti israeliani di venerdì mattina sul Libano, in cui sono state uccise 47 persone, avevano rischiato di far saltare le già fragili trattative tra Iran e Stati Uniti perché l’interruzione degli attacchi sul Libano e il ritiro dell’esercito israeliano sono una condizione iraniana per proseguire i negoziati, che è stata inserita anche nel memorandum.












