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Il 30 giugno giungerà a naturale scadenza la convenzione stipulata con l’ospedale Papardo di Messina, il protocollo d’intesa che fino a oggi ha garantito l’invio a scavalco di professionisti vitali come anestesisti e cardiologi presso il presidio ospedaliero di Lipari. La prospettiva di rimanere sguarniti di specialisti d’area critica sta alimentando un profondo clima di allarme sociale e preoccupazione tra i residenti. L’emergenza che si profila all’orizzonte non è, però, un fulmine a ciel sereno. Che si potesse arrivare a questo punto di non ritorno era drammaticamente chiaro già da mesi. L’Azienda Papardo, già in occasione dell’ultimo rinnovo siglato all’inizio dell’anno, aveva messo nero su bianco che non sarebbero state concesse ulteriori proroghe oltre la scadenza del 30 giugno. Da quanto trapela l’Asp di Messina starebbe correndo ai ripari pianificando l’indizione di un bando sostitutivo. Tuttavia, i dettagli della proposta rischiano di trasformare il reclutamento in un buco nell’acqua: si parla di un gettone di 60 euro lordi giornalieri come incentivo per i professionisti disposti a trasferirsi sulle isole.
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