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A soli tre giorni dalla naturale scadenza della convenzione stipulata dall’Asp di Messina con l’azienda ospedaliera Papardo, il futuro della sanità nelle Eolie è in un limbo d'incertezza che sta generando forte apprensione tra i cittadini. L'accordo, stipulato ad inizio anno, fino a oggi ha garantito l'invio “a scavalco” di figure mediche vitali come anestesisti, rianimatori e cardiologi all’ospedale di Lipari. Senza un rinnovo immediato o l’attivazione di altre soluzioni concrete, la struttura sanitaria dell'arcipelago, “povera di questa figure” rischia una paralisi quasi totale, proprio all'inizio della stagione estiva. Sulla vicenda sono intervenuti Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Livio Andronico, segretario generale della Uil Fp Messina. I sindacalisti hanno denunciato quello che definiscono un attacco frontale al diritto costituzionale alla salute degli eoliani. «Nell’assordante e connivente silenzio generalizzato – hanno sottolineato – si sta tentando di assestare un pesantissimo colpo al diritto alla salute della popolazione di Lipari e delle Eolie. Questa vicenda rappresenta un problema di enorme rilievo sociale e di serio allarme sanitario, che rischia di distruggere l’ospedale». Il presidio eoliano è classificato come ospedale di zona disagiata. Per questo motivo, la continuità dei servizi di anestesia, rianimazione, cardiologia e pronto soccorso è considerata un baluardo indispensabile per garantire standard assistenziali minimi a una popolazione che, come sottolineato dalla Uil, «non può essere considerata di serie B».










