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Marco Galluzzo

Per il suo staff lo scherno è attribuibile alla salute mentale del tycoon. I dubbi «clinici» su Donald Trump

Dal nostro inviato BRUXELLES - Le macchine del corteo sono pronte. Uscita laterale dell’Europa Building. La faccia di Giorgia Meloni è una maschera di irritazione, esasperazione, rabbia. In due parole, è nera. Non si è nemmeno posta il problema di incontrare i cronisti. Via prima possibile da Bruxelles, via per tornare a Roma, per elaborare insieme al resto del governo quanto accaduto. Del resto non è finita, almeno è questa la convinzione della premier.

Mentre si aprono le portiere delle macchine la delegazione italiana si muove, ma le parole di lei spezzano il silenzio e anche il senso di disorientamento generale: «Certo che sono preoccupata, non credo sia finita qui».