Si cercano ipotesi "cliniche" per il comportamento del presidente Usa. La possibile genesi dello scontro al G7 di Evian

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Lo scontro a distanza tra la premier Giorgia Meloni e il presidente Usa Donald Trump domina le pagine dei giornali italiani e dei media esteri. Parole durissime, quelle del tycoon, a cui la presidente del Consiglio ha deciso di rispondere con fermezza e a testa alta. Il duello diplomatico, però, probabilmente non è finito. "Certo che sono preoccupata, non credo sia finita qui", ha dichiarato Meloni mentre stava entrando nell'auto della delegazione italiana una volta uscita dall'Europa Building di Bruxelles, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.Ci saranno probabilmente nuovi capitoli di questo scontro, dunque, e non è da escludere che l'ennesima rottura tra le due sponde dell'Atlantico si acuisca. Lo staff della premier, con cui lei si è confrontata a Consiglio europeo concluso, pare abbia tirato in causa la salute mentale del presidente Usa per spiegare le sue dichiarazioni verso una leader che, fino a ieri, era considerata una delle sue più strette alleate su questo lato dell'Atlantico. Non è chiaro se ci sia stato un tentativo di chiarimento con lo staff della Casa Bianca prima della risposta di Meloni ma, vista la durezza delle sue affermazioni, non sarebbe comunque andato a buon fine.Ma dove si può collocare la genesi di questa frattura? Sempre secondo il Corriere, al G7 di Evian. Sembra che siano stati diffusi troppi video della premier e Trump senza l'autorizzazione dello staff americano. Uno fra tutti, quello in cui Meloni parla con il tycoon gesticolando e puntando l'indice verso di lui, come se gli stesse spiegando qualcosa. Il filmato è diventato virale negli Stati Uniti tra gli elettori democratici e anche in molti altri Paesi. Ve ne sono anche altri postati sui social dal personale francese. Insomma, una copertura mediatica che pare non sia andata a genio all'inquilino della Casa Bianca.