Dove il Caldone torna placidamente a scorrere a valle della forra del Passo del Lupo, solo la chiesa medievale di Sant’Egidio sembra ricordare quando da quel punto passava una delle più antiche vie di comunicazione per la Valsassina. Lì, tra Lecco e Ballabio, sulle pendici del Monte Due Mani, con un escavatore è stata aperta una profonda cicatrice nel bosco. È il collegamento trans-orobico, finanziato da Regione Lombardia per il "recupero della viabilità storica e la valorizzazione identitaria delle comunità transorobiche, per promuovere un nuovo turismo sportivo legato alle e-bike e alle escursioni a cavallo, valorizzando il territorio con infrastrutture sostenibili e accessibili", si legge nei documenti e sui cartelli di cantiere. Purtroppo l’opera in via di realizzazione è molto lontana dall’obiettivo prefissato. Lo denunciano gli appassionati di montagna del Cai di Lecco e i soci della Commissione Sentieri del Cai di Lecco che invece dei vecchi sentieri si prendono cura veramente, dopo un sopralluogo sul campo con i tecnici del Comune di Lecco, della Comunità montana, dell’impresa appaltatrice e il direttore dei lavori. "Molte le criticità condivise in termini soprattutto di calibri e pendenze per le quali si rendono necessarie opere di miglioramento – spiegano dal Cai -. Anche se, la realizzazione di tratti interamente cementati e di altre opere di sostegno del terreno, ormai necessarie, lasciano molti interrogativi aperti. Emergono inoltre dubbi sull’effettiva sostenibilità dell’intervento nel lungo periodo e sulla sua capacità di resistere ai fenomeni erosivi che inevitabilmente interesseranno i tratti più ripidi", aggiungono dal Cai, Verranno probabilmente apportate delle modifiche, ma ormai il danno è fatto.