Il pm Daniele Paci, il magistrato che arrestò i Savi, durante un incontro a Rimini ha escluso che ci fossero i Servizi dietro la bandaBologna, 20 giugno 2026 – Affermazioni “inquietanti” e “offensive”. E c’è chi parla di “interferenza” nelle nuove indagini. Non hanno gradito, familiari delle vittime e loro legali, le parole del pm Daniele Paci sulla vicenda Uno Bianca. Il magistrato che arrestò i Savi, l’altra sera durante un incontro a Rimini ha di nuovo escluso, con fermezza, che ci fossero i Servizi o chiunque altro dietro la banda che seminò il terrore tra Emilia-Romagna e Marche lasciando dietro di sé 23 morti e oltre 100 feriti: non crede alla teoria della “rete oscura” e insiste su azioni dettate da null’altro che dalla “banalità del male”.

La replica dei legali: "Un'opinione che ignora le nuove indagini"

"Nessuno vuole fargli cambiare opinione – ribattono gli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser, che assistono le famiglie delle vittime –, chi osserva l’orizzonte senza fare tesoro di tutti gli elementi che la scienza porge all’osservatore può anche convincersi che la terra è piatta. È quello che capita a questo magistrato che ha avuto un palcoscenico molto limitato sui delitti commessi dalla banda. Il fatto, però, che lo ripeta ancora oggi costituisce una grave interferenza rispetto alle indagini che faticosamente e con molti ostacoli la Procura di Bologna conduce nel convincimento, supportato da molti elementi già acquisiti, che Paci evidentemente ignora – incalzano –. Non è più dunque con il convincimento irriducibile di alcuni familiari che deve fare i conti la sua opinione. Il suo ruolo imporrebbe maggiore prudenza nell’esporsi", sottolineano, accennando anche al procedimento disciplinare a cui Paci fu sottoposto (e poi prosciolto). Roberto e Fabio Savi apparsi di recente in tv: il primo intervistato a 'Belve Crime' il secondo a 'Quarto Grado'