FORTUNATO COSTANTINO, 'SA TUTTO O QUASI, MA NON CAPISCE NULLA. L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL PRIMATO UMANO DEL SENSO', CASTELVECCHI, PP. 200 CIRCA, EURO 21,00
Cosa fa davvero un sistema di intelligenza artificiale quando genera un testo, un'immagine, una decisione? Parte da una domanda semplice e attuale il nuovo saggio di Fortunato Costantino, studioso dell'intersezione tra IA, diritto, etica e filosofia del linguaggio. Su Fortune Italia cura la rubrica Humanity in the Loop e su L'Espresso è autore di monografie e saggi scientifici. Tra le sue opere più recenti L'insegnamento di Sophia (Giuffrè, 2024) e Il Qubit di Dio (Castelvecchi, 2025).
Costantino sostiene, con gli strumenti della semiotica e della filosofia del linguaggio, che i sistemi di IA elaborano simboli senza comprenderli, producono output che a noi appaiono significativi perché siamo noi a renderli tali. Il senso, argomenta l'autore, non è dentro la macchina. È un atto umano, irriducibile a statistica e a calcolo combinatorio. L'inganno non è nell'intelligenza artificiale: è nel modo in cui la guardiamo proiettando comprensione dove c'è procedura e intelligenza dove c'è correlazione statistica. Il volume introduce due concetti destinati ad alimentare il dibattito - la posizione dominante epistemica che i sistemi algoritmici tendono ad assumere nel circuito dell'informazione e l'esproprio del capitale semantico che avviene ogni volta che deleghiamo alla macchina la produzione di senso che sarebbe proprio della coscienza umana. "L'intelligenza artificiale non comprende.








