Il personaggio.20 giugno 2026 alle 00:19Motta sarà questa sera alle 23 in concerto gratuito a Elmas
Una generazione che si affacciava ai trent'anni con più domande che certezze, cresciuta tra l'ottimismo degli anni Novanta e la disillusione della crisi economica, tra lavori precari, partenze rimandate, percorsi all’improvviso tortuosi e repentini cambi di rotta in un mondo che non si era mai trasformato così velocemente. Con “La fine dei vent'anni”, il disco d'esordio che nel 2016, anno d’oro dell’indie italiano, conquistò la Targa Tenco come miglior opera prima, Motta seppe trasformare le inquietudini private in un racconto collettivo. E oggi che quelle canzoni continuano a parlare a tanti, il cantautore toscano, 39 anni, ospite stasera alle 23 al Marina Café Noir di Elmas, le riporta in tour in tutta Italia e cura la pubblicazione di una nuova edizione espansa, un’occasione per tutti quelli che le hanno amate di guardarsi indietro e contare i passi fatti. Senza alcuna nostalgia e anzi, nel pieno della lavorazione di un nuovo album.
Dieci anni da “La fine dei vent’anni”, un titolo diventato generazionale. Col senno di poi, è stata davvero una fine o piuttosto un inizio?
«No no, era proprio la fine dei vent’anni, anche se raccontarla in quel modo me l'ha fatta vivere meglio. Oggi che sono alla fine dei trent’anni se ripenso a quei problemi provo una grande tenerezza rispetto a tutto quello che arriva dopo nella vita: ci sono cambiamenti più grandi, hai meno paura di sbagliare ma anche molte più possibilità di farlo. È sempre un casino, semplicemente un casino diverso».















