Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPiù che unirsi, gli estremi coincidono. Solo apparentemente separati, anche quando per i casi della storia si trovano a combattere su fronti opposti, «rossi» e «bruni» sono ali dello stesso partito apocalittico, la religione novecentesca che ha convertito mezzo pianeta alla stessa radicale volontà di riscrittura del mondo: salti nel cerchio di fuoco, propaganda, plotoni d’esecuzione e lo Stato Über Alles. Stefano Cappellini ne traccia la storia.

Le radici storiche: dalla Rivoluzione Francese al Novecento

Tutto comincia in Francia, nell’anno del Terrore, tra il settembre del 1793 e il luglio dell’anno successivo, quando per la prima volta nella storia del mondo una setta apocalittica, decisa a portare il paradiso in terra, prende le redini d’una nazione e procede al gran repulisti dei nemici del popolo.

Rossi e bruni, sinistra e destra sono ancora concetti vaghi. Ghigliottinati re e regina, decollato anche il tiranno che ha preso per un po’ il loro posto, la Rivoluzione perde il potere sulla nazione ma prende la maiuscola e si trascina attraverso il secolo successivo fino alla Comune di Parigi, poi all’affare Dreyfus, infine alla belle époque e alla guerra assumendo via via identità plurime, in particolare il socialismo da una parte, il nazionalismo dall’altra, e in comune un crescente disprezzo per la democrazia e il liberalismo. È in Francia, con l’antisemitismo e il primo populismo, con Sorel e Proudhon, entrambi socialisti e mangiagiudei, che nasce il movimento che con Mussolini impareremo a chiamare «fascismo».