CommentiSara Garbagnoli e Massimo PrearoSegui Domani su Google16 giugno 2026 • 19:44La destra difende l’ordine fondato sulle differenze che sarebbero date in natura e vede la “mescolanza” come una forma di “degenerazione”. Invece la sinistra teme di produrre divisioni insormontabili e di trasformare l’inclusione in discriminazione al contrario. Storia di un malintesoNegli ultimi quindici anni il termine “woke” è diventato uno dei concetti preferiti dell’ultradestra per stigmatizzare avversari politici, movimenti transfemministi, Lgbtqia+ e antirazzisti, pratiche inclusive e più in generale le rivendicazioni egualitarie provenienti da questi gruppi. Nato nel contesto delle lotte dei movimenti afroamericani come invito alla vigilanza contro il razzismo, la parola entra poi nella grammatica politica contemporanea con il movimento Black Lives Matter. Ma come spPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Sara Garbagnoli e Massimo Prearo
La sinistra “anti woke”. Perché l’universalismo deve essere ripensato
La destra difende l’ordine fondato sulle differenze che sarebbero date in natura e vede la “mescolanza” come una forma di “degenerazione”. Invece la sinistra teme di produrre divisioni insormontabili e di trasformare l’inclusione in discriminazione al contrario. Storia di un malinteso










