Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl settore italiano delle tecnologie per calzature, pelletteria e conceria continua a vivere la fase di flessione, in atto dal 2023, ma può contare su basi solide per rilanciarsi: competenze tecnologiche uniche al mondo, solida struttura patrimoniale delle imprese e la seconda quota export mondiale del comparto. È quanto è emerso dall’assemblea generale di Assomac, riunita a Milano il18 giugno, che ha preso atto di una flessione dell’11% della produzione nel 2025, a 512 milioni di euro, dopo il -12% del 2024.
Il traino dell’export
L’export resta il principale motore del comparto. Le evidenze mostrano una maggiore pressione competitiva per le macchine da conceria (-24,49%), segmento che sconta un rallentamento più marcato dopo la tenuta degli anni precedenti, mentre quelle da pelletteria registrano -9,80% e quelle da calzatura -4,08%. Sostanzialmente stabili i ricambi e la manutenzione.
Quota Italia su interscambio: da 42% a 27%
Nel 2025 l’Italia ha registrato una quota del 27% dell’interscambio mondiale del settore, contro il 42% del 2005, secondo il Rapporto sul ventennio del settore curato da Assomac. La Cina, supportata da livelli di sostegno pubblico fino a otto volte superiori rispetto alla media dei paesi Ocse, è cresciuta fino al +49% nel 2025. Grazie alla competitività di prezzo e alla capacità di servire mercati ad alto volume, legati alla produzione manifatturiera su larga scala, Pechino è oggi il principale esportatore. Segue l’Italia che, confermando il ruolo di primo concorrente della Cina nello scenario mondiale del settore, ha saputo mantenere la leadership nelle macchine per conceria, pelletteria e parti di ricambio, riducendo i volumi produttivi in favore della qualità.











