di
Monica Guerzoni
Lo «scudo» di Mattarella alla premier. Il precedente dell’intervento dopo gli insulti alla tv russa
A volte il senso politico di una telefonata è già nel gesto, prima che nel contenuto. Il presidente della Repubblica ha chiamato la presidente del Consiglio per esprimerle la sua personale solidarietà, la sua vicinanza in un momento di forte esposizione sul piano internazionale.
Lo «schiaffo» verbale che Donald Trump ha assestato alla donna che da quattro anni guida il governo non è un problema solo per Giorgia Meloni e la sua leadership, è un problema anche (e soprattutto) per l’Italia. L’attacco, grave e senza precedenti, è un insulto al nostro Paese e rischia di aprire una crisi diplomatica delicata e seria, trasformando in plateale scontro un’amicizia al tramonto e allentando il rapporto tra due nazioni storicamente alleate: prova ne sia la scelta del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani di annullare la sua imminente missione negli Stati Uniti per le parole «gravi e offensive di Trump».











