Firenze, 19 giugno 2026 – Il bomber che fece un assist da gol a sé stesso (rarità su un campo di calcio, successe a Bari), ha detto basta la scorsa notte. Lo ha deciso lui, e non la malattia, da mattatore dell’area di rigore. Igor Protti ha chiuso gli occhi a 58 anni dopo un anno di sofferenze fatte di sorrisi, dolore, occhi umidi e tanti abbracci. Dopo 669 partite e 257 gol, fra l’altro. Per chi non lo sapesse, è stato l’attaccante per definizione: insieme a Hübner, è l’unico giocatore ad aver vinto la classifica marcatori in A (Bari), B e C1 (Livorno). Non solo, il titolo di capocannoniere della serie A con 24 gol (Bari)finendo poi retrocesso, la beffa all’ultima curva. Ma non l’ultima delle beffe.

Noemi con il papà Igor Protti e il marito all'altare

Durante l’ultimo anno Protti non ha mai nascosto nulla della sua vita, usando i social. Dal ricovero all’avanzare del tumore, niente è stato nascosto alla città che lo amava (Livorno). Lui, di Rimini, aveva trovato in Toscana il suo posto nel mondo. L’ovazione allo stadio ‘Picchi’ durante la chemioterapia, i baci e gli abbracci con il fratello di campo Cristiano Lucarelli (83 gol insieme in due anni al Livorno), fino al gesto che ha commosso più di tutti: il 25 maggio, smagrito all’eccesso, con le ultime forze ha accompagnato la figlia Noemi all’altare. Uno sforzo gigantesco come l’amore per la sua bambina diventata sposa.