La crisi tra la premier e il tycoon arriva a valanga anche al summit, tra la «solidarietà» di Sánchez e la «sorpresa» di Macron, che fino a poco prima vantava l'«unità» al G7. Era un castello di carta, quello di Versailles. Anche sui negoziati con Mosca è frattura È durata il tempo di un’illusione e di un inizio settimana, la parvenza di «unità dell’Occidente», che è poi lo slogan preferito di Giorgia Meloni sin da quando, seduta al fianco di Donald Trump alla Casa Bianca, provò ad accreditarsi come pontiera tra Ue e Usa. Non ha fatto in tempo, Emmanuel Macron, a festeggiare «i segnali di unità» del suo G7 a Evian, che nel giro di poche ore tutta l’operazione apparecchiata per il tycoon al castello di Versailles si è rivelata per quel che era: un castelloPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Francesca De BenedettiFrancesca De Benedetti è caposervizio Europa al quotidiano Domani, per il quale segue anche le partnership internazionali. Nel 2024 è stata anche fellow all'IWM di Vienna, dove ha vinto la Milena Jesenská Fellowship for Journalists con il progetto "Giorgia Meloni and Viktor Orbán: An Asymmetric Interdependence". De Benedetti scrive commenti per Vanity Fair e per Jacobin (USA); i suoi articoli sulla politica italiana sono stati pubblicati su Die Presse, Balkan Insight, The Independent e altri outlet internazionali. In precedenza De Benedetti ha lavorato a la Repubblica e a La7tv. È cofondatrice del progetto European Focus, una coproduzione editoriale paneuropea (Balkan Insight, Delfi, Domani, El Confidencial, Gazeta Wyborcza, HVG, Libération, n-ost, Tagesspiegel). Questo è l'account Twitter.