"I miei poteri sono illimitati", "Sono la persona più temuta di sempre": se agli inizi si paragonava a George Washington e Abraham Lincoln, Donald Trump ora si mette alla prova della storia collocandosi sullo stesso livello di Alessandro Magno, Napoleone Bonaparte e Giulio Cesare.
Il commander-in-chief, in preda a un esagerata autostima, afferma di avere più potere di Hitler, Stalin e Mao, ma anche di Attila e Gengis Khan, tutti uomini forti che hanno piegato i loro Paesi e per i quali - come dimostrato dalla sua ammirazione per Xi Jinping e Narendra Modi - nutre una forte ammirazione.
E ne mostra la 'prova nero su bianco': quando a marzo ha rilasciato un'intervista ai giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan per il loro nuovo libro 'Regime change' ha mostrato loro un documento in cui si sosteneva che egli fosse più potente di alcuni dei leader più temuti e spietati della storia, tra cui appunto Attila, Gengis Khan, Napoleone, Stalin, Mao e Hitler.
Il tycoon ha raccontato di aver ricevuto il documento da "uno storico" il quale ha scritto: "Per quanto temibili ai loro tempi, non avevano una portata globale. Il loro potere era locale. Quello di Trump invece no". L'autocelebrazione e la sete di potere e celebrità del presidente non sono però una novità: già prima di arrivare alla Casa Bianca Trump era noto soprattutto sul palcoscenico di New York per il suo ego smisurato e la sua voglia di protagonismo assoluto.











