Alessandro Magno, Napoleone Bonaparte e Giulio Cesare. Ma anche Hitler, Stalin e Mao, fino ad Attila e Gengis Khan. Donald Trump si lancia in un delirio di onnipotenza che attraversa la storia e arriva ai tempi dei grandi imperatori. “I miei poteri sono illimitati" ha dichiarato, "Sono la persona più temuta di sempre". In un’intervista ad Axios ha detto di aver scoperto, dall’inizio della guerra in Iran, di non avere “alcun limite” al proprio potere. Un concetto ben ribadito da un libro a breve disponibile nelle librerie americane: Regime Change. La firma sul volume è dei reporter del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan. Secondo il loro ritratto - e non è difficile immaginarlo - al presidente piace pensare di essere l’uomo più potente della storia, di avere più potere di Hitler, Stalin e Mao, ma anche di Attila e Gengis Khan. Secondo Axios, Trump si (auto)collocherebbe “nella linea di discendenza di conquistatori, dittatori e uomini forti che piegano le nazioni al proprio volere”. Durante un’intervista ai giornalisti autori del volume, avrebbe mostrato loro un documento che sosteneva che proprio lui fosse più potente di alcuni dei leader più temuti e spietati della storia. Autore del documento? Dave King, imprenditore scozzese che Trump deifnisce “storico presidenziale” il cui argomento principe sarebbe quello per cui, per quanto temibili ai loro tempi, gli uomini politici e dittatori sopracitati non avessero, come invece Trump, un potere di portata globale. Il fatto che Trump sia pronto a usare il suo potere su scala globale, secondo King, “lo rende di gran lunga la persona più potente che abbia mai messo piede su questo pianeta”. “Non avevano gli aerei giusto? Non si poteva viaggiare come oggi”, avrebbe detto Trump ai due giornalisti riferendosi ad Alessandro Magno, Cesare e Guglielmo il Conquistatore. Un “evidente piacere” spiegano gli autori del volume, che “senza alcuna esitazione” gli permette di accettare “un posto tra uomini che hanno modellato il mondo con le conquiste e la paura”.